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di Orazio Zanotto
L'Eucaristia è il terzo dei sette Sacramenti.
Anche se la prassi è attualmente diversa (normalmente il sacramento dell'Eucaristia precede quello della Cresima, e ciò per varie ragioni, compresa quella dovuta all'età della cosiddetta discrezione), l'amministrazione di questo sacramento dovrebbe seguire, nell'ordine cronologico, quella del Battesimo e della Cresima, essendo l'Eucaristia il momento culminante e il completamento dell'iniziazione cristiana.
Se con il Battesimo noi siamo in Cristo e con la Cresima agiamo in Cristo, con l'Eucaristia esercitiamo il sacerdozio assieme a Cristo.
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La ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso diversi nomi che ne evocano gli aspetti particolari:
- Eucaristia.
((Eucharistein) rendimento di grazie, perché ricorda le benedizioni ebraiche.
- Cena del Signore.
Si tratta, infatti, della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua Passione. La Cena istituita da Cristo ha anche carattere sacrificale, in quanto attualizza il Sacrificio della Croce che doveva seguire.
- Frazione del Pane.
Rito tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando
benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, soprattutto nell'ultima Cena.
Gesto molto importante e significativo, dal quale i discepoli riconobbero Gesù dopo la Risurrezione.
- Assemblea Eucaristica.
L'Eucaristia viene celebrata nell'Assemblea dei Fedeli, espressione visibile della Chiesa.
- Memoriale e della Passione e della Risurrezione del Signore.
Evento rituale che richiama un fatto passato (Morte e Risurrezione di Cristo) e lo rende presente, perché coloro che lo compiono vi si inseriscano e ne rivivano la forza.
- Santo Sacrificio.
Il sacrificio è un'azione sacra, un'offerta presentata a Dio in segno di offerta di noi stessi.
Vittima e sacerdoti sono identici: Cristo.
La forma: cruenta sulla Croce, non cruenta nell'Eucaristia.
- Santa e divina Liturgia.
Tutta la Liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento.
- Santissimo Sacramento
Costituisce il Sacramento dei sacramenti. Con questo termine si indicano le Specie Eucaristiche conservate nel tabernacolo.
- Comunione.
Ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un Solo Corpo.
- Santa Messa.
La Liturgia, nella quale si è compiuto il mistero della salvezza, si conclude con l'invio dei fedeli (missio) affinché compiano la volontà di Dio nella loro vita quotidiana.
INTERRUZIONE PAGINA
Celebrando l'ultima Cena con i suoi apostoli durante un banchetto pasquale, Gesù ha dato alla pasqua ebraica il suo significato definitivo, ossia il passaggio di Gesù al Padre, attraverso la sua Morte e Risurrezione.
1. Tutti si riuniscono.
I cristiani accorrono in uno stesso luogo per l'assemblea eucaristica, preceduti da Cristo, protagonista principale.
È lui stesso che presiede in modo invisibile, ma rappresentato dal vescovo o dal sacerdote (che agisce in persona Christi).
Tutti hanno parte attiva nella celebrazione, ciascuno a suo modo: i lettori, coloro che presentano le offerte, il popolo intero che manifesta la sua partecipazione attraverso l'Amen.
Soggetto della celebrazione è l'Assemblea; il sacerdote ne è il presidente.
Soggetto non è io, ma noi.
2. Liturgia della Parola.
Comprende le Sacre Scritture, seguite dall'omelia, cioè dall'esortazione ad accogliere questa Parola come è veramente, quale Parola di Dio, e a metterla in pratica.
3. Offertorio.
Vengono recati all'altare, talvolta in processione, il pane ed il vino che saranno offerti dal sacerdote in nome di Cristo nel Sacrificio Eucaristico, nel quale diventeranno il suo Corpo ed il suo Sangue.
4. Prefazio.
Nel Prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere.
L'intera comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli Angeli e tutti i Santi cantano a Dio tre volte Santo.
5. Epiclesi.
Nell'epiclesi la Chiesa prega il Padre di mandare il suo Santo Spirito sul pane e sul vino affinché diventino, per la sua potenza, il Corpo ed il Sangue di Gesù Cristo e perché coloro che partecipano all'Eucaristia siano un solo Corpo ed uno solo Spirito.
Nel racconto dell'istituzione, l'efficacia delle parole e dell'azione di Cristo e la potenza dello Spirito Santo, rendono sacramentalmente presenti sotto le specie del pane e del vino il suo Corpo e il suo Sangue, il suo Sacrificio offerto sulla Croce una volta per tutte.
6. La Comunione.
I fedeli ricevono il Corpo e il Sangue di Cristo che si è dato per la vita del mondo.
Nell'Eucaristia Cristo dona lo stesso Corpo che ha consegnato per noi sulla Croce, lo stesso Sangue che egli ha versato per molti, in remissione dei peccati (Mt 26,28)
Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.
Anche l'atteggiamento del corpo (gesti, abiti, ...) esprimerà il rispetto, la solennità, la gioia di questo momento in cui Cristo diventa nostro ospite.
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- Accresce la nostra unione a Cristo; accresce e rinnova la nostra vita di grazia ricevuta nel Battesimo.
- Ci separa dal peccato: l'Eucaristia non può unirci a Cristo senza purificarci dai peccati (veniali) commessi e preservarci da quelli futuri (tutti).
- Unifica la comunità con Cristo (Capo) e tra i fratelli (membra del Corpo Mistico - la Chiesa).
- Impegna nei confronti dei poveri.
- Dona la salvezza eterna.
- Prepara alla gloria futura.
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La presenza di Cristo nell'Eucaristia è unica, mentre sono molteplici le forme:
- Nell'Assemblea riunita nel suo nome.
- Nel presbitero suo rappresentante (in persona Christi).
- Nella Parola proclamata.
- Nelle specie del Pane e del Vino consacrate (massimo grado)
Nel Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, le specie del pane e del vino sono trasformate (transustanziazione) realmente nel CORPO e nel SANGUE di nostro Signore Gesù Cristo, con la sua Anima e la sua Divinità.
Questo significa che, dopo la consacrazione, il Pane ed il Vino mantengono le apparenze, ma mutano la sostanza.
Cosa significa questo?
Significa che i nostri sensi umani (vista, udito, gusto, olfatto e tatto) percepiscono ancora come pane e vino ciò che è diventato in realtà il Corpo ed il Sangue di Cristo.
La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie del pane e del vino.
Cristo è tutto ed integro presente in ciascuna specie e in ciascuna sua parte; perciò la frazione del pane non divide Cristo.
Ogni volta che la Chiesa celebra l'Eucaristia ricorda questa promessa e, nella preghiera, essa invoca la sua venuta: Marana tha - Vieni, Signore Gesù, Venga la tua grazia e passi questo mondo! (Didaché 10,6)
INTERRUZIONE PAGINA
IL CORPO DI CRISTO.
Per mezzo del Battesimo siamo diventati membra del Corpo Mistico (la Chiesa), il cui Capo è Cristo.
Prendiamo come esempio il corpo umano.
Ogni suo membro, pur avendo una funzione diversa, non è per questo meno importante di un altro membro, ma tutti collaborano all'unico corpo, traendo da questo energia e vita.
Così, se un membro soffre, soffre il corpo e con esso anche le altre membra soffrono.
La stessa cosa avviene nel Corpo Mistico:
Ogni battezzato ha proprie peculiarità, propri carismi e funzioni diverse da altri battezzati.
Se uno soffre a causa del peccato, a soffrire è l'intero Corpo Mistico; così trae beneficio lo stesso Corpo Mistico dalla santità dei suoi membri.
Il Corpo Mistico è la Chiesa, formata da tutti i battezzati uniti a Gesù come una grande famiglia o un corpo unico (capo e membra).
È la comunità di chi crede in Lui.
Gesù è il capo, noi siamo le braccia e le gambe che agiscono nel mondo.
Quando facciamo del bene o ci aiutiamo, il Corpo Mistico cresce e Gesù agisce attraverso di noi.
In sintesi: il Corpo Reale si riceve, il Corpo Mistico si vive insieme!
"..dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro." (Gv 18,20)
Questo è quanto ci ha assicurato Gesù e noi crediamo alla sua Parola perché Egli è Verità.
Questo tipo di presenza è vera, ma solo spirituale, a differenza della presenza Eucaristica che, invece, è vera ma anche reale (dal sostantivo latino res - oggetto che si può toccare).
Quando ci ritroviamo a pregare assieme in famiglia, nei gruppi, a catechismo o in altri luoghi ed in altre circostanze, Gesù è sempre presente in mezzo a noi, perché Egli stesso ce l'ha assicurato.
Gesù è realmente presente nella SS. Eucaristia, nelle apparenze del pane e del vino.
La nostra fede ci porta a credere incondizionatamente che, dopo la consacrazione, quel pane e quel vino, pur conservando apparentemente le loro caratteristiche del pane e del vino, diventano realmente il Corpo ed il Sangue di Cristo attraverso quello che la Chiesa definisce il miracolo dei miracoli della transustanziazione (conversione della sostanza).
L'Eucaristia, quindi, non è un simbolo che riporta ad una realtà (come se fosse..), ma è la Realtà stessa: è Cristo presente e vivo con il suo Corpo, con la sua Anima e con la sua Divinità.
Egli si fa cibo e bevanda per la nostra salvezza:
Chi mangia la mia Carne e beve il mio Sangue ha la vita eterna
ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno... Chi mangia questo Pane vivrà in eterno (Gv 6,54-58).
Gesù è presente e vivo nelle nostre celebrazioni eucaristiche, dimora nei nostri tabernacoli; è dentro di noi quando riceviamo la Santa Comunione.
Se, all'inizio di questo itinerario catechistico, abbiamo affermato che l'apice dell'amore è la fusione in chi si ama, non avviene forse questo nella Santa Comunione?
Meditando su questo Mistero, sono giunto a ritenere che, contrariamente a quanto sembra, non siamo noi a ricevere Gesù, ma è Lui che ci riceve.
Noi siamo un'entità troppo piccola per contenere Lui e, con Lui, tutta la SS.ma Trinità, per cui è la SS.ma Trinità che ci assimila e ci divinizza, ci santifica e ci rende immuni dagli assalti demoniaci, ci sostiene nelle ineluttabili prove della vita.
Amiamo Gesù Eucaristia!
Accostiamoci spesso alla Santa Comunione con la giusta predisposizione.
Facciamogli frequenti visite nelle chiese, presso i suoi tabernacoli, dove Egli se ne sta sempre più solo e abbandonato.
Offriamogli semplici atti d'amore, dicendogli più con il cuore che con le labbra: - Gesù, ti amo! -
Un atto d'amore è il mezzo potente per evitare il peccato, per vincere le tentazioni, per acquistare virtù e meritare grazie.
Gesù non si fa superare in amore, perché egli è Amore. Opererà in noi cose meravigliose.
Lasciamoci plasmare da Lui e ricordiamoci di invocare sempre anche l'aiuto della sua e nostra Mamma Celeste.
Sia lei a presentare a suo Figlio le nostre richieste, le nostre preoccupazioni, le nostre gioie e la nostra riconoscenza per le grazie ricevute. Sia lei a completare ciò che a noi manca.
Quando ci apprestiamo alla Mensa Eucaristica, chiediamo a questa Mamma di accompagnarci lei stessa ad accogliere suo Figlio nel nostro cuore.
Il nostro cuore a volte non è così bello ed accogliente, degno di ricevere il Re dell'universo. A volte è un po' disadorno, freddo e forse anche un po' sudicio, come la grotta di Betlemme.
La presenza della Mamma aveva santificato quella povera grotta. Farà altrettanto nel nostro cuore se sapremo affidarlo a lei.
Fine degli appunti di catechesi.
Bibliografia:
- Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, 1993.
- mons. Pietro FIETTA, Teologia dei Sacramenti (corso di), TV, 1996.
- Come entrare nel Regno, da S. Pio X a Giovanni P. II, Centro Mater Divinæ Gratiæ, Rosta, TO.
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