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Diagnostica di difetti superficiali su superfici a curvatura variabile: determinazione modello specchio generalizzato.

Relatore: prof. Roberto Caracciolo
Laureando: Monica Dalla Valle
Data: 1998

Descrizione: Il presente lavoro di tesi cerca di risolvere per via teorica un problema di natura pratica sorto nell'approntare il prototipo completo di un sistema di controllo qualità automatizzato per la rilevazione, mediante sistemi di visione, di difetti superficiali su superfici plastiche trattate con il processo di "cubicatura" presso lo stabilimento della PLASTAL-ZCP (TV), operante per conto della casa automobilistica BMW. Il prototipo si basava sull'illuminazione diretta del pezzo, a cui seguiva la raccolta dei raggi riflessi da parte di un sistema di visione, che riusciva ad individuare la presenza di coni d'ombra proiettati dai difetti superficiali. Il limite più grosso di questo sistema è l'incapacità di illuminare uniformemente la superficie dell'intero pezzo, soprattutto nelle zone a curvatura complessa. Si è perciò pensato di costruire una superficie riflettente opportunamente sagomata sulla geometria del pezzo da illuminare, capace di convogliare i raggi luminosi in ogni punto della superficie del pezzo. Attraverso un opportuno algoritmo numerico, implementato in linguaggio Matlab, è stata sintetizzata la superficie riflettente, sfruttando la teoria di Galerkin. La soluzione è stata poi verificata caricando i dati sul sistema CAD/CAM Unigraphics, dotato di un pacchetto di tracciamento d'immagini con alta qualità. Acquisiti i parametri geometrici del modello e attribuiti alla scena i materiali e le luci, attraverso una tecnica di "ray-tracing" si è simulata la scena con resa realistica. Questo studio teorico permette un passo avanti nella realizzazione di un sistema di controllo della qualità che elimini il più possibile l'errore insito nel giudizio dell'operatore umano e che trasformi la valutazione della qualità da un giudizio puramente soggettivo a qualcosa di quantificabile oggettivamente. L'azienda che l'adotta può aderire alle specifiche qualitative dell'azienda committente e creare con la stessa un rapporto di "partnership" e "fidelity". La soddisfazione del cliente si traduce in commesse per l'azienda produttrice. Due prospettive per il futuro: l'utilizzo di uno specchio fisso ottimizzato sulla base della superficie da analizzare, oppure di uno specchio deformabile adattabile ad un certo "range" di geometrie in ingresso.


Riferimento: Paolo Gallina
Sede: UniPd - DTG

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